Cenni storici sugli imballaggi flessibili

L’introduzione degli imballaggi flessibili, in Italia, risale all’era del travolgente sviluppo industriale che si ebbe a partire dagli anni 60. Si trattò di un periodo di vera e propria rivoluzione in cui impetuosa fu l’ascesa del polimeri plastici nelle pratiche di uso quotidiano.

Il contesto nazionale viveva un periodo di grande trasformazione, una vera e propria rivoluzione degli usi e delle tecniche di produzione che cambiò radicalmente la vita di milioni di persone e portò la produzione italiana allo stesso piano dei paesi di più antica tradizione industriale.

Le abitudini e i comportamenti delle famiglie si modificarono, così come l’immaginario collettivo dell’ Italia che provava a ricostruirsi: stava nascendo il mito del boom economico. La quotidianità ne risultò migliorata, le consuetudini ­ radicate da secoli ­ rivoluzionate.

L’introduzione della plastica nel quotidiano cambia la vita delle persone, portando con sé la sostituzione di quasi tutti i materiali degli oggetti di uso ordinario: la semplificazione dei gesti più comuni, le abitudini di casa, lo stesso rapporto con gli oggetti che sempre più accessibili, mutano radicalmente il contesto di interazione.

In tutti i settori, ciò che prima era affidato a carta, tessuto o altre materie prime più costose e di difficile reperibilità, venne affidato all’imballaggio flessibile, migliorandone la conservazione e semplificandone i processi, rendendoli economici e replicabili.

Più nel particolare, l’introduzione dei polimeri termoplastici nei processi di produzione industriale avviene nella prima metà del XX secolo, per poi trovare il periodo di massima diffusione a partire dagli anni 60.
Era il 1940 quando il polietilene fu sintetizzato in laboratorio per uso industriale: solo un decennio più tardi riuscì ad esplodere nella più completa versatilità.

Più immediata, invece, fu l’adozione del polipropilene che, brevettato nel 1954, divenne nel giro di pochi anni il materiale che, per resistenza, economicità e duttilità, venne utilizzato per la produzione della maggior parte di oggetti di uso comune, diventando sinonimo di uno stile di vita contemporaneo, più igienico e meno dispendioso.